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Cittadinanzattiva su sciopero medici: atto irresponsabile
Martedì, 7 febbraio 2012
Cittadinanzattiva su sciopero medici: atto irresponsabile in un momento di emergenza meteo e vietato anche dal loro contratto. Chiediamo un passo indietro, pronti a denunciare per interruzione servizio pubblico
Cittadinanzattiva contro l’ipotesi di abbassare a 6 anni di età l’assistenza pediatrica
Comunicato stampa - Roma, 31 gennaio 2012
Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato: un taglio all'assistenza primaria che non ci piace
“Salvaguardare l’assistenza pediatrica e rafforzarla a beneficio dei piccoli pazienti e della sostenibilità del servizio sanitario nazionale”. E’ questa la posizione di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato in merito all’ipotesi di abbassare fino a 6 anni, invece dei 14 attuali, l’età per l’assistenza pediatrica.
“Dirottare i piccoli pazienti dal medico di medicina generale sarebbe un grave errore”, afferma Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato. “A rimetterci sarebbero i bimbi e le loro famiglie, che si vedrebbero privati di una assistenza così preziosa e sicuramente a farne le spese sarebbe lo stesso Servizio sanitario nazionale con l’intasamento dei Pronto soccorso e il ricorso sempre più massiccio ai pediatri a pagamento”.
“Un’ipotesi, quella avanzata dalle Regioni, che non ci piace. Al contrario, - conclude Moccia . chiediamo di rafforzare l’assistenza pediatrica, che è un pilastro delle cure territoriali, favorendo la messa in rete con gli altri attori della assistenza territoriale e aumentando i posti a disposizione nell’area specialistica della pediatria”.
Cittadinanzattiva onlus – Ufficio stampa 06.36718.302 – 408 - 351
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Invalidità e Inps: le verità dei numeri
Invalidità e Inps: le verità dei numeri - Una ricerca di Cittadinanzattiva

E' questo il quadro che emerge da una recente ricerca realizzata da CittadinanzAttiva nell'ambito della Campagna "Sono un Vip - Very Invalid People", promossa dall'associazione per opporsi ai disagi derivanti dalle nuove procedure per il riconoscimento delle minorazioni civili, contenute nelle ultime Leggi e direttive dell'Inps.
Dalla ricerca emerge infatti come le nuove procedure informatizzate di riconoscimento delle minorazioni civili (introdotte nel 2010) abbiano prodotto una contrazione delle richieste, probabilmente imputabile all'aumento dei costi di presentazione della domanda, alla necessità per molti cittadini di ricorrere a soggetti terzi (ad esempio patronati, associazioni di categoria,...) ed all'allungamento ulteriore dei tempi di erogazione delle indennità.
Un ulteriore aspetto critico è rappresentato dai Piani straordinari di verifica delle invalidità civili precedentemente concesse. "I dati ufficiali - si legge nella ricerca - dichiarano che i casi di non conferme per il 2010 si attestano al 10%: quindi 1 su 10 e non 1 su 4 come affermato dal Presidente dell’Inps Mastrapasqua. Ne consegue, che i risparmi per le casse dello Stato, derivanti da tali programmi di verifica non sono così ingenti, come invece molti soggetti istituzionali ipotizzavano".
Le stime parlano infatti di circa 70 milioni di euro, pari cioè all'1% della spesa complessiva per l'invalidità. Una cifra che si fa ancora più esigua se si rapporta "ad alcune spese che lo stesso Istituto ha dovuto sostenere per permettere lo svolgimento degli programmi straordinari di verifica".
Sulla base di questi dati CittadinanzAttiva chiede dunque che i Ministri riferiscano in parlamento sulle criticità riscontrate e che il Parlamento avvii una formale indagine conoscitiva sulle attuali procedure di riconoscimento delle minorazioni civili. L'associazione chiede inoltre che vengano ripristinati i precedenti criteri per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento. Infine propone di dare il via a un tavolo di confronto permanente con le associazioni di tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Protesi PIP: sul sito di Cittadinanzattiva informazioni e consigli per i cittadini. Una email dedicata per le segnalazioni
Informazioni utili per chi ha o sospetta di aver eseguito impianti con protesi Pip
Informazioni utili per chi ha o sospetta di aver eseguito impianti con protesi Pip, ma anche consigli per le persone che devono sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica. Sul sito di Cittadinanzattiva una pagina web dedicata al tema http://bit.ly/protesipip una ricostruzione della vicenda protesi pip, Faq specifiche sulle principali problematiche, ed ancora un form ed una email dedicata per le segnalazioni:
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Sono questi gli strumenti messi a disposizione da oggi da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato che sta ricevendo numerose segnalazioni sulle protesi difettose.
“In attesa di avere il quadro completo del censimento avviato dal Ministero della Salute per individuare tutti i portatori delle protesi impiantate in Italia, quadro che dovrebbe essere fornito entro il 26 gennaio, ci preme tutelare i diritti dei cittadini che ad oggi sono privi di una adeguata informazione su cosa fare e a chi rivolgersi”, afferma Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. “Stiamo predisponendo una equipe medico e legale che possa valutare i casi e le strade da seguire. Dal punto di vista istituzionale, chiediamo al Ministero di tenerci informati sul censimento e alle singole Regioni di attivarsi per fornire informazioni e tutele ai cittadini, come annunciato ad esempio dalla Toscana che ha deciso di prendere in carico tutti i casi di impianto delle protesi nel proprio territorio, definendo anche un protocollo per l’eventuale rimozione a carico del servizio sanitario regionale”.
Le segnalazioni finora giunte all’Associazione provengono in gran parte da Campania, Lombardia ed Emilia Romagna e attengono a quattro principali tipologie di esigenze: alcuni chiedono solo informazioni in generale, altri hanno già problemi con le protesi Pip e dunque ci chiedono come toglierle e chi deve pagare l’intervento per la rimozione; altri ancora vorrebbero essere rimborsati per l’intervento già eseguito; ed ancora c’è chi non sa nemmeno se la protesi che ha installato sono del tipo PIP, perché tale informazione manca in cartella clinica o la struttura che ha effettuato l’impianto non ha rilasciato al diretto interessato alcuna cartella clinica.
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Da Cittadinanzattiva 8 proposte per una giustizia a misura di cittadino
Martedì, 17 gennaio 2012
Da Cittadinanzattiva 8 proposte per una giustizia a misura di cittadino
“Una giustizia che abbia i requisiti di un servizio pubblico di qualità dovrebbe garantire possibilità di accesso ampie, qualità delle decisioni e ragionevolezza dei tempi della risposta. Così non è per la giustizia italiana: l’eccessiva durata dei processi civili provoca anche un grave deficit di tutela dei diritti patrimoniali, influenzando significativamente il sistema economico italiano e la capacità del Paese di attirare investimenti”. A dirlo è Mimma Modica Alberti, responsabile Cittadinanzattiva-Giustizia per i diritti. L’Associazione ha preso parte oggi al convegno “Giustizia e legalità per la crescita del Paese” organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati durante il quale ha lanciato otto proposte in tema di giustizia. Si va dall’informatizzazione delle sedi giudiziarie e del processo; trasparenza in termini di nomina, tempi, costi e controllo dell’operato dei Consulenti Tecnici di Ufficio; semplificazione dei riti processuali civili; richiamo alle funzioni giurisdizionali di tutti i magistrati per smaltire l’arretrato civile. E ancora, Urp in tutti i tribunali e pieno ricorso alla mediazione.
In particolare Cittadinanzattiva ha proposto:
1. Interventi strutturali per il riordino degli uffici giudiziari: capacità di coniugare esigenze di risparmio con la non più derogabile informatizzazione delle sedi giudiziarie e del processo. Chiudere 300 dei 848 Uffici dei giudici di pace produrrebbe un risparmio di circa 60 milioni di euro, da investire nella informatizzazione degli uffici giudiziari.
2. Smaltimento dell’arretrato civile: per evitare ulteriori condanne per violazione del termine di ragionevole durata del processo sia in sede nazionale che comunitaria, costituzione di apposite sezioni e richiamo alle funzioni giurisdizionali di tutti i magistrati distaccati presso ministeri ed enti pubblici, con divieto di assumere incarichi extra-giudiziari.
3. Riduzione dei riti civili: attuazione immediata di quanto previsto dalla Legge n° 69/2009 per unificare gli schemi processuali, individuando quello di principale e normale applicazione, salvo pochissime eccezioni.
4. Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU): maggiore trasparenza e controllo in merito a nomina, tempi e operato, con contrattazione degli onorari da parte dei Tribunali.
5. Osservanza e miglioramento delle norme di procedura civile esistenti: riduzione dei tempi previsti per la prima udienza (non oltre 50 gg.) e a comparire (max 60 e non più 90 gg. nei procedimenti di non particolare complessità); prevedere un termine massimo per la udienza di precisazione delle conclusioni.
6. Gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie: rafforzare il ricorso alla mediazione delegata dal giudice, previsto dalla legge 28/2010.
7. U.R.P. in tutti i tribunali: per orientare i cittadini e raccogliere segnalazioni e proposte.
8. partecipazione civica: confronto tra i cittadini e gli attori del sistema giudiziario – in Consigli giudiziari, Osservatori sulla giustizia, U.R.P. – per migliorare la qualità del servizio giustizia e garantire universalità dei diritti e sostenibilità del sistema giudiziario.
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